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“NUOVO INTERVENTO DELLA CONSULTA SUL CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE STATO – REGIONE”

È stata riconfermata la primazia della potestà legislativa dello Stato su quella delle Regioni. In particolare, la Corte Costituzionale con la sentenza n. 94 del 18.04.2019 ha posto al vaglio l’articolo 6 della Legge Regione Molise 30.01.2018 n. 2, che attribuiva alla Regione il potere consultivo preventivo, ossia di emettere pareri su degli atti amministrativi disciplinati dal R. D. 30.03.1942 n. 327, il cd. Codice della Navigazione.
Nello specifico, la legge regionale interveniva sugli artt. 34 e 36 del codice che disciplinano rispettivamente, la destinazione del bene demaniale per altri usi pubblici a richiesta delle amministrazioni interessate, il primo; e il rilascio delle concessioni demaniali, il secondo. Tale legge interveniva anche sull’art. 24 del regolamento del Codice della Navigazione che individua e regola i casi di variazione dell’atto concessorio e del suo contenuto.
L’art. 6 della legge molisana aveva l’obiettivo di attribuire alla Regione funzioni e ruoli specifici prevedendo che in tutti i predetti atti fosse sua prerogativa emettere un parere preventivo.
La Corte ha riconfermato quello che è l’indirizzo predominante, sostenendo, che – ogniqualvolta le norme regionali mirano a disciplinare alcuni aspetti del demanio marittimo, come la proprietà del bene demanio marittimo, la concorrenza e la tutela del mercato, l’ambito delle gare nelle concessioni demaniali – si ha invasione della sfera di potestà esclusiva dello Stato violando l’art. 117 Cost, co 2 lett. e) e l).
La ratio è semplice… si tratta, infatti, di settori in cui pare opportuna ed essenziale l’unicità ed omogeneità delle regole da applicare in tutta la Nazione per evitare l’insorgere di conseguenze quali la disparità di trattamento tra le varie Regioni, tutte facenti parte di un unico Stato e tutte dotate dei medesimi POTERI.

Post Author: Gianluca Bocchino