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Il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Abruzzo con sentenza n. 00271 del 2.07.2018 ha riconosciuto ad un imprenditore balneare la proroga della concessione demaniale marittima fino al 2035, in virtù degli investimenti effettuati prima della direttiva Bolkestein. Il Tar dell’Aquila ha riconosciuto alla titolare dello stabilimento il diritto a estendere la durata della concessione fino a vent’anni in virtù degli investimenti compiuti in buona fede prima del 2010, data in cui l’Italia ha recepito la direttiva Bolkestein.Il tribunale, citando la nota sentenza della Corte di giustizia europea “Promoimpresa” del 14 luglio 2016, ha precisato che «una proroga ad una concessione demaniale è giustificata solo allorquando sia finalizzata a tutelare la buona fede del concessionario, ossia quando lo stesso abbia ottenuto la concessione in un’epoca in cui “non era ancora stato dichiarato che i contratti aventi un interesse transfrontaliero certo avrebbero potuto essere soggetti a obblighi di trasparenza”. La tutela della buona fede del concessionario, dunque, va relazionata alla data di adozione della Direttiva 2006/123/CE – c.d. Bolkestein. In caso di concessione rilasciata in data antecedente, secondo la Corte, la cessazione anticipata della concessione “deve essere preceduta da un periodo transitorio che permetta alle parti del contratto di sciogliere i rispettivi rapporti contrattuali a condizioni accettabili, in particolare, dal punto di vista economico”; viceversa, la previsione di un periodo transitorio non sarebbe possibile laddove la concessione sia stata rilasciata dopo la direttiva Bolkestein».

Post Author: Gianluca Bocchino